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Coronavirus: le raccomandazioni del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Gaucher

COVID-19 - Coronavirus - Raccomandazioni del Comitato Scientifico della Associazione Italiana Gaucher

Coronavirus: di seguito le raccomandazioni del Comitato Scientifico della Associazione Italiana Gaucher ONLUS per la gestione della terapia enzimatica sostitutiva durante l’emergenza COVID-19.

Raccomandazioni del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Gaucher per la gestione della terapia enzimatica sostitutiva durante l’emergenza COVID 19

Premessa

Nelle ultime settimane, l’emergenza COVID-19 ha messo a dura prova i presidi ospedalieri soprattutto nelle regioni del centro-nord, ma a breve l’emergenza potrebbe comprendere l’intero territorio nazionale.

Tale emergenza, tuttavia, non deve compromettere la prosecuzione delle cure per i pazienti affetti da malattie rare.

È stato segnalato da più parti, il timore dei pazienti di recarsi presso i centri d’infusione ospedalieri per la paura di poter essere contagiati dal virus, sia durante lo spostamento per recarsi in ospedale, sia durante la procedura infusionale. A seguito di questi timori alcuni pazienti hanno autonomamente deciso di sospendere temporaneamente la terapia enzimatica sostitutiva.

Raccomandazioni

E´ parere di questo Comitato che il paziente in terapia enzimatica sostitutiva debba continuare la terapia durante l’emergenza COVID19 e seguire tutte le procedure consigliate dagli organi sanitari nazionali ed internazionali (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioOpuscoliNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=443) atte a prevenire il contagio sia prima, durante che dopo l’infusione stessa ovunque questa avvenga.

Tra il rischio reale di sospendere, anche se per brevi periodi, una terapia dimostratasi efficace nel prevenire lo sviluppo di danni acuti e cronici legati alla malattia di Gaucher, e quello ipotetico di contrarre un’infezione potenzialmente dannosa per la salute del paziente, questo Comitato suggerisce fortemente di continuare la terapia enzimatica sostitutiva, utilizzando tutti i presidi e le precauzioni necessarie alla prevenzione e contenimento del contagio.

Laddove presso il centro infusionale ospedaliero non fosse possibile somministrare la terapia in sicurezza per mancanza di efficaci misure o presidi di prevenzione del contagio oppure il centro infusionale non fosse in grado di garantire la somministrazione della terapia, questo Comitato suggerisce che il paziente venga indirizzato alla terapia domiciliare, previo nullaosta del centro riferimento e sentito il parere del Centro di Coordinamento Regionale quando previsto dalla normativa regionale. 

Sulle modalità di somministrazione della terapia domiciliare, attraverso risorse pubbliche (ADI) o private (utilizzando anche altri servizi professionali certificati, in grado di effettuare somministrazione domiciliare delle terapie enzimatiche), il Comitato si raccomanda che sia il Centro di Riferimento a fornire il protocollo di infusione specifico per ogni paziente e ne monitori l´adeguata esecuzione.

In caso di infezione da COVID-19, il Centro di Riferimento che ha in carico il paziente ne deve essere informato e dovrà esprimersi sull’´opportunità di continuare o sospendere la terapia enzimatica sostitutiva.

Questo Comitato, infine, ricorda che in nessun caso la terapia va interrotta, laddove i normali percorsi di somministrazione siano garantiti dalle varie ASL e che sia il paziente che gli operatori sanitari sono chiamati a rapportarsi reciprocamente nel rispetto delle norme di riduzione e contenimento del contagio valide al momento della somministrazione della terapia.

IL COMITATO SCIENTICO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GAUCHER ONLUS

Antonio Barbato
Elena Cassinerio
Fiorina Giona
Silvia Linari
Maurizio Scarpa

Diritti del paziente e segnalazione delle reazioni avverse

Diritti del paziente e segnalazione reazioni avverse - Associazione Italiana Gaucher ONLUS

Alla luce dei tanti dubbi e delle richieste che spesso riceviamo, pensiamo che sia fondamentale ricordare quali siano i principali diritti del paziente (Gaucher, ma non solo).

Allo stesso modo, il paziente ha il diritto di comunicare ad AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) qualsiasi reazione avversa al farmaco utilizzato, di qualsiasi entità.

I diritti del paziente, in breve

Abbiamo riassunto i tre principali diritti del paziente in materia di scelta del trattamento sanitario, sanciti dalla legge. Li riportiamo in questo articolo.

1 . Autodeterminarsi

Nessun paziente può “essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. AI di fuori dei casi (eccezionali) in cui risultino imposti per legge, “gli accertamenti e i trattamenti sanitari sono volontari” (art. 1 , comma l, L. 13 maggio 1978, n. 180): richiedono cioè il consenso – espresso e specifico – del paziente, che ha il diritto di opporre un rifiuto alle cure.

Il paziente non è solo il destinatario delle scelte terapeutiche del medico ma una parte fondamentale della relazione, e deve interagire in modo continuo e tendenzialmente paritario nel processo di elaborazione della decisione medica, nell’ambito di una “alleanza terapeutica” che tiene uniti il malato ed il medico nella ricerca, insieme, di ciò che è il meglio.

Prestare il consenso informato

Come detto, il paziente deve prestare il proprio consenso alle cure.

Affinché il paziente possa prestare un valido consenso (e possa quindi “autodeterminarsi”), è necessario che venga correttamente, chiaramente ed esaustivamente portato dal medico a conoscenza delle diverse alternative terapeutiche disponibili, con particolare riferimento alla natura e ai rischi di ciascuna.

  • I I paziente ha il diritto di accedere a tutte le informazioni in grado di permettergli di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la sua salute. Queste informazioni sono un prerequisito per ogni procedura e trattamento, ivi compresa la partecipazione alle sperimentazioni.
  • L’informazione, perché possa definirsi corretta, deve essere personalizzata (rispetto alla situazione di salute, psicologica, culturale e linguistica dell’assistito), comprensibile, veritiera, obiettiva, esauriente e tenere conto anche dei “rischi minimi”.
  • Qualora vi siano terapie tra loro alternative, il paziente ha diritto ad essere informato circa i costi e i benefici di ognuna.
  • Il consenso del paziente “vincola il medico ad agire solo in presenza del consenso e di fermarsi in caso di “dissenso informato”.

Diritto a chiedere, in ogni momento, chiarimenti

Il paziente ha, in ogni momento, diritto a chiedere delucidazioni approfondimenti.

Segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci

Accade a volte che i farmaci abbiano reazioni avverse anche gravi su alcuni pazienti. La segnalazione delle reazioni avverse è importante perché aiuta a rendere i farmaci più sicuri e ad evitare che altri pazienti subiscano danni per aver assunto farmaci potenzialmente dannosi.

Per questo AIFA ha messo a punto un sistema semplice e rapido per la segnalazione degli affetti avversi. Tutte le segnalazioni vengono inoltrate, in modo ovviamente anonimo, anche a un database europeo reperibile online, in modo da essere consultabili da tutti i cittadini europei.

Normalmente il personale sanitario effettua in modo indipendente le segnalazioni, ma se avete il dubbio che queste non siano state effettuate, potete segnalare in modo autonomo, come privati cittadini: non serve la firma di alcun medico. Ovviamente, se è un operatore sanitario a effettuare la segnalazione, questa avrà un grado di affidabilità diverso, ma se il vostro medico di base o il personale sanitario non fossero nella posizione di effettuare la segnalazione, potete procedere voi in modo del tutto autonomo.

Come segnalare reazioni avverse ai farmaci

Abbiamo potuto constatare in prima persona la facilità d’uso e l’efficacia di questo sistema, quindi vi incoraggiamo a segnalare, ove ce ne fosse bisogno, e vi indichiamo come segnalare una reazione avversa in pochi, semplici passi:

Se chi vi tiene in cura (specialista o medico di base) è disposto a effettuare la segnalazione, il medico o specialista dovrà:

  1. Collegarsi su https://www.aifa.gov.it/moduli-segnalazione-reazioni-avverse e scaricare la Scheda per Operatore Sanitario.
  2. Compilare la scheda e inviarla via fax o email al responsabile di farmacovigilanza per la vostra regione. Trovate i contatti a questo indirizzo https://www.aifa.gov.it/responsabili-farmacovigilanza

Se invece chi vi tiene in cura non può effettuare la segnalazione, fatelo voi. Basterà

  1. Collegarsi su https://www.aifa.gov.it/moduli-segnalazione-reazioni-avverse e scaricare la Scheda per Cittadino
  2. Compilare la scheda e inviarla via email o via fax al responsabile di farmacovigilanza per la vostra regione. Trovate i contatti a questo indirizzo https://www.aifa.gov.it/responsabili-farmacovigilanza
  3. I responsabili di farmacovigilanza vi potranno ricontattare per chiedervi chiarimenti o sapere come stanno evolvendo le reazioni avverse. La segnalazione comparirà in brevissimo tempo nella Banca dati europea delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai farmaci http://www.adrreports.eu/it/index.html

La procedura, come vedete, è semplicissima. Tuttavia, se doveste avere dubbi o difficoltà, contattate l’AIG, vi daremo assistenza e informazioni in tutte le fasi della segnalazione.

Terapia domiciliare in Toscana: L’Associazione Italiana Gaucher in prima linea

 

La terapia domiciliare per i pazienti Gaucher italiani non è più una novità. In diverse regioni italiane è possibile già da tempo scegliere se effettuare la terapia enzimatica sostitutiva in ospedale o a casa propria, in tutta sicurezza, grazie ai fondi messi a disposizione direttamente dalle case farmaceutiche, e quindi senza alcun aggravio sulle casse della sanità pubblica.

La terapia domiciliare in Toscana

La Toscana rappresenta, purtroppo, una delle eccezioni. Spesso esempio di elevatissima qualità per quanto riguarda l’assistenza sanitaria pubblica, la Toscana ancora non consente il ricorso alla terapia domiciliare. L’Associazione Italiana Gaucher è estremamente convinta dei benefici pratici e psicologici della terapia a domicilio.

Qui è possibile scaricare il PDF di un redazionale dell’AIG pubblicato su La Repubblica di Firenze il 19 Giugno 2017.