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Vaccino Coronavirus e Gaucher: guida pratica per i pazienti

Vaccino Coronavirus: guida pratica per pazienti Gaucher

Vaccino Coronavirus e Gaucher: presentiamo la relazione che la Dott.ssa Silvia Ricci, Immunologa Pediatrica presso A.O.U. Meyer-DSS, ha presentato durante l’incontro online organizzato da Associazione Italiana Gaucher in occasione della Giornata Internazionale delle Malattie Rare 2021.

Vaccini SARS-Cov2: piccola guida pratica per i pazienti

Dott.ssa Silvia Ricci
Immunologa Pediatrica
A.O.U. Meyer-DSS, Università degli Studi di Firenze

Silvia Ricci comincia la sua relazione spiegando in linea generale il meccanismo alla base dei vaccini, ovvero potenziare e accelerare i meccanismi di difesa con specifici anticorpi. In particolare, per il Coronavirus le persone non hanno specifici anticorpi già formati perché è un’infezione nuova, ed è quindi necessario creare anticorpi che si “aggancino” in modo specifico ad alcuni parti del virus, neutralizzandolo. 

Con gli anticorpi, infatti, la velocità di reazione del nostro fisico al virus è maggiore. 

Ad oggi sono più di 200 i vaccini contro il Covid19 in fase di studio. 70 di questi in sperimentazione sull’uomo. 

Entrando più nello specifico della trattazione, viene spiegato il principio attivo dei vaccini approvati ad oggi: sono tutti vaccini ad RNA. Pertanto, non viene introdotto il virus ma solo un “pezzetto” di RNA, che rappresenta un messaggio per far produrre alle nostre cellule un frammento (proteina S) del virus da presentare al sistema immunitario. 

I vaccini Pfizer, AstraZeneca e Moderna sono tutti a mRNA. 

Nel vaccino non si devono inserire tutte le informazioni del virus, ma solo quelle della proteina S che è il segno peculiare e distintivo del Coronavirus. Se dopo il vaccino il sistema immunitario incontra nuovamente il virus, ne riconosce la proteina S e tramite anticorpi già formati e il ricordo delle cellule (risposta cellulare) immunitarie può fermarlo prima che il virus dia i temibili sintomi.

La differenza tra i vaccini di Pfizer, Moderna e AstraZeneca è il modo con cui questa parte di RNA viene trasportata dentro le nostre cellule, ovvero tramite nanoparticelle lipidiche o con un vettore virale non patogeno per uomo, ma solo per lo scimpanzé.

Per valutare un vaccino viene redatta una solta di “pagella” che consiste in una valutazione in tre parti. 

  1. Immugenicità che si basa sulla domanda: il nostro sistema immunitario risponde correttamente alle vaccinazioni? La risposta alla vaccinazione consiste nella formazione di un livello di anticorpi maggiore rispetto all’infezione stessa. Inoltre anche la risposta cellulare appare buona e sarà fondamentale a lungo termine. Ci sono dati che dimostrano che a 4-6 mesi  i valori di anticorpi rimangono stabili, senza significative differenze nei differenti gruppi di età. 
  2. Efficacia ovvero previene l’infezione? Questo controllo viene fatto con un gruppo vaccino (che riceve il vaccino da testare) e un gruppo placebo (che riceve acqua fisiologica). Tutti e tre i vaccini in commercio hanno arruolato molte migliaia di partecipanti prima di essere messi in commercio. Con Pfizer e Moderna l’efficacia è del 95%. Astrazeneca è più ridotta, ma arriva comunque all’82% allungandol’intervallo tra le dosi. Bisogna sottolineare che per quanto riguarda la prevenzione dei casi più gravi, i dati sono ancora maggiori e rasentano il 100% di protezione. Avere un vaccino che protegge al 95% vuol dire che se lo avessimo avuto a disposizione a febbraio 2020 avremmo salvato la vita a più di 2 milioni di persone nel mondo. 
  3. Sicurezza: le reazioni locali e sistemiche durante lo studio vengono spontaneamente segnalate e richieste dallo sperimentatore. Le più comuni sono temporanee e legate al dolore nel sito di iniezione, al rossore e al gonfiore. Tutte reazioni locali di tipo lieve che sono state dichiarate più nei soggetti giovani, Le reazioni più consistenti si sono registrate per le seconde iniezioni. Alcune reazioni sono state più gravi ma sempre transitorie. Inoltre bisogna specificare che si definisce avvento avverso severo tutto ciò che accade dopo la vaccinazione senza necessariamente nesso di causalità, infatti sia il gruppo vaccinato che il gruppo placebo hanno registrato gli stessi eventi avversi con nessuna morte correlata. 

Silvia Ricci conclude con le indicazioni specifiche.  Il vaccino non deve essere eseguito se il soggetto ha presentato reazione allergica grave per lo stesso vaccino o per qualunque componente del vaccino. Tutti gli altri soggetti allergici devono ricevere un’adeguata valutazione pre-vaccinale, in particolare i soggetti allergici a farmaci o ad altri vaccini e che hanno presentato reazioni allergiche gravi. Qualunque presidio ove venga eseguita la vaccinazionesarà fornito di farmaci dell’emergenza e di personale sanitario esperto che raccoglierà l’anamnesi del soggetto prima della vaccinazione. L’uso di antistaminici prima della vaccinazione non è indicato.

Infine, tutti i vaccini fino ad ora approvati sono vaccini uccisi e pertanto estremamente sicuri anche per le persone immunodepresse o con patologie autoimmuni che devono essere vaccinate in quanto potrebbero essere a più alto rischio per covid-19. Potrebbe esserci, tuttavia, un’efficacia minore e pertanto è necessario utilizzare le norme di sicurezza. 

Per Gaucher, allo steso modo non è c’è nessuna controindicazione, l’unica indicazione è di fare l’infusione separata dal vaccino per monitorare eventuali eventi avversi.Ad oggi ancora non siamo certi che il vaccino possa prevenire anche le infezioni senza sintomi e quindi che possa bloccare la trasmissione verso gli altri, per tali motivi è bene ricordare che fino a quando non avremo raggiunto alti tassi di copertura le norme di igiene e sicurezza devono essere mantenute.

Gaucher, coronavirus e terapia domiciliare: l’intervista di OMAR a Fernanda Torquati

Gaucher, coronavirus e l'importanza della terapia domiciliare. Fernanda Torquati, Presidente Associazione Italiana Gaucher

Gaucher e Coronavirus: OMAR Osservatorio Malattie Rare ha intervistato Fernanda Torquati, presidente di Associazione Italiana Gaucher, sull’importanza della terapia domiciliare durante la pandemia da covid-19

L’importanza della terapia domiciliare per i pazienti Gaucher durante la pandemia da coronavirus

Il Comitato Scientifico della Associazione Italiana Gaucher è stato il primo, in Italia, ad insistere sull’importanza di non sospendere la terapia enzimatica sostitutiva nei pazienti con malattia di Gaucher, fin dall’inizio della pandemia da coronavirus in Italia.

Per questo, il comitato scientifico aveva redatto, già a marzo 2020, importanti raccomandazioni affinché venisse attivata la terapia domiciliare.

“I nostri obiettivi sono stati fin da subito due: garantire la sicurezza dei pazienti e dei loro familiari, evitando gli spostamenti inutili e, allo stesso tempo, evitare che i pazienti sospendessero la terapia salvavita. Anche il nostro comitato scientifico si è immediatamente pronunciato prendendo una posizione netta: il paziente in ERT deve assolutamente continuare la terapia anche durante l’emergenza.”

– Fernanda Torquati

L’intervista di OMAR a Fernanda Torquati

Di seguito, vi proponiamo il video. A questo link è reperibile l’articolo dell’Osservatorio Malattie Rare con l’intervista integrale a Fernanda Torquati.

Coronavirus: le raccomandazioni del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Gaucher

COVID-19 - Coronavirus - Raccomandazioni del Comitato Scientifico della Associazione Italiana Gaucher

Coronavirus: di seguito le raccomandazioni del Comitato Scientifico della Associazione Italiana Gaucher ONLUS per la gestione della terapia enzimatica sostitutiva durante l’emergenza COVID-19.

Raccomandazioni del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Gaucher per la gestione della terapia enzimatica sostitutiva durante l’emergenza COVID 19

Premessa

Nelle ultime settimane, l’emergenza COVID-19 ha messo a dura prova i presidi ospedalieri soprattutto nelle regioni del centro-nord, ma a breve l’emergenza potrebbe comprendere l’intero territorio nazionale.

Tale emergenza, tuttavia, non deve compromettere la prosecuzione delle cure per i pazienti affetti da malattie rare.

È stato segnalato da più parti, il timore dei pazienti di recarsi presso i centri d’infusione ospedalieri per la paura di poter essere contagiati dal virus, sia durante lo spostamento per recarsi in ospedale, sia durante la procedura infusionale. A seguito di questi timori alcuni pazienti hanno autonomamente deciso di sospendere temporaneamente la terapia enzimatica sostitutiva.

Raccomandazioni

E´ parere di questo Comitato che il paziente in terapia enzimatica sostitutiva debba continuare la terapia durante l’emergenza COVID19 e seguire tutte le procedure consigliate dagli organi sanitari nazionali ed internazionali (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioOpuscoliNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=443) atte a prevenire il contagio sia prima, durante che dopo l’infusione stessa ovunque questa avvenga.

Tra il rischio reale di sospendere, anche se per brevi periodi, una terapia dimostratasi efficace nel prevenire lo sviluppo di danni acuti e cronici legati alla malattia di Gaucher, e quello ipotetico di contrarre un’infezione potenzialmente dannosa per la salute del paziente, questo Comitato suggerisce fortemente di continuare la terapia enzimatica sostitutiva, utilizzando tutti i presidi e le precauzioni necessarie alla prevenzione e contenimento del contagio.

Laddove presso il centro infusionale ospedaliero non fosse possibile somministrare la terapia in sicurezza per mancanza di efficaci misure o presidi di prevenzione del contagio oppure il centro infusionale non fosse in grado di garantire la somministrazione della terapia, questo Comitato suggerisce che il paziente venga indirizzato alla terapia domiciliare, previo nullaosta del centro riferimento e sentito il parere del Centro di Coordinamento Regionale quando previsto dalla normativa regionale. 

Sulle modalità di somministrazione della terapia domiciliare, attraverso risorse pubbliche (ADI) o private (utilizzando anche altri servizi professionali certificati, in grado di effettuare somministrazione domiciliare delle terapie enzimatiche), il Comitato si raccomanda che sia il Centro di Riferimento a fornire il protocollo di infusione specifico per ogni paziente e ne monitori l´adeguata esecuzione.

In caso di infezione da COVID-19, il Centro di Riferimento che ha in carico il paziente ne deve essere informato e dovrà esprimersi sull’´opportunità di continuare o sospendere la terapia enzimatica sostitutiva.

Questo Comitato, infine, ricorda che in nessun caso la terapia va interrotta, laddove i normali percorsi di somministrazione siano garantiti dalle varie ASL e che sia il paziente che gli operatori sanitari sono chiamati a rapportarsi reciprocamente nel rispetto delle norme di riduzione e contenimento del contagio valide al momento della somministrazione della terapia.

IL COMITATO SCIENTICO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GAUCHER ONLUS

Antonio Barbato
Elena Cassinerio
Fiorina Giona
Silvia Linari
Maurizio Scarpa